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Arte del Bijou Italiano

Incuriosita dall’evento culturale  Arte del Bijou Italiano

mostra promossa dal commerciale HOMI (il Salone degli Stili di Vita di Fiera Milano) e curata da Alba Cappellieri, docente di Design del Gioiello e dell’Accessorio al Politecnico di Milano, e da Lino Raggio, fondatore e designer di Sharra Pagano, nonchè nostro mentore

Nel 1986 dopo studi di grafica e design allo IED Fiorella sperimentava bijoux con il moderno materiale di famiglia Perspex che il nonno aveva introdotto in Italia dopo la guerra nel 1947.

La mia fotogallery della mostra Arte del Bijou Italiano

Questo percorso entusiasmante si snoda tra materia ed emozione e conferma il ruolo unico del bijou come arte che si attesta tra gli accessori che contribuiscono a testimoniare l’evoluzione del gusto e della moda facendosi inoltre espressione della nostra personalità.

Una lunga coda si snodava fino all’esterno di Palazzo Reale a Milano il giorno dell’inaugurazione ed era un piacere vedere molti visitatori indossare collane, orecchini e anelli di rara visione e indiscutibilmente d’autore.

Alba Cappellieri guidava il percorso dell’Arte del Bijou spiegando le varie tappe dei 300 pezzi unici esposti.

Creazioni che partono dagli anni ’60 perchè  il nostro Paese è stato culla di una tradizione orafa ben consolidata fin dall’antichità perciò i materiali e le pietre preziose sono sempre stati i protagonisti assoluti dell’idea di ornamento:  durante il ‘900 nasce la “costume jewellery” negli Usa grazie alle dive del cinema ma in Italia solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, la difficoltà a reperire i materiali pregiati , facilita la diffusione del bijou, soprattutto di quello d’autore, fondato su ricerca e sperimentazione di nuovi materiali.

“L’Arte del Bijou Italiano” racconta la ricercata eleganza del bijou anni ‘60, concepito nel periodo del boom economico, le forme destrutturate dei modelli anni ’70 che rispecchiano le iniziative di protesta, l’opulenza e la voglia di esibirsi tipica degli anni ’80, la creatività più misurata degli anni ’90 e infine lo stile sperimentale degli anni 2000.

Tutto parte da un concetto molto interessante: ogni oggetto deve rappresentare il proprio tempo perché in questo sta il suo valore e il suo significato.

La prima sezione della mostra è dedicata al bijou italiano nel periodo della Dolce Vita  è l’epoca fra gli anni ’50 e i ’60 che vede la nascita del mito del made in Italy : un ventennio decisivo per il bijou e per la società italiana in generale. La ricostruzione post bellica lasciò il campo alla spensieratezza del miracolo economico e la moda, il bijou e il design italiani si affermarono nel mondo.

Il successivo avvento del Prêt-à-porter segnò la consacrazione della moda italiana nonché la conquista della definitiva autonomia dalla Couture francese: gli anni  ’70 e ’80 furono gli anni dell’opulenza, quelli in cui i bijoux testimoniarono il legame strettissimo che venne a crearsi tra gli accessori e la moda in uno scambio ricco di reciproche contaminazioni. L’interesse degli stilisti verso i bijoux determinò un’intensa collaborazione con i bigiottieri: tutti i principali e più importanti stilisti italiani firmarono una propria linea e non soltanto pezzi unici per le sfilate, ma soprattutto collezioni di accessori accessibili e democratici.

Con la tendenza a produrre Moda e Bijoux in Oriente l’evento sfilata non ha più avuto quell’allure tipico dagli anni 80 al 2000 e la collaborazione tra bigiottieri e stilisti è scemata.

Negli anni ’80, Milano si affermò come il baricentro creativo e produttivo del paese e divenne il palcoscenico da cui moda e design dettavano le loro leggi al mondo intero, ben oltre i confini nazionali: i bigiottieri milanesi riuscirono a far convergere qualità artigianale, accessibilità della produzione seriale e tendenze moda.

La seconda sezione della mostra è conseguentemente dedicata a Milano attraverso i lavori di cinque bigiottieri meneghini: si tratta di Bozart, Ornella Bijoux, Sharra Pagano, Ottavio Re e Unger.

Info Mostra
Titolo:L’ARTE DEL BIJOU ITALIANO
Date: dal 19 febbraio al 2 marzo 2016
Dove: Palazzo Reale, Milano
Orari:
lunedì 14,30 – 19,30
martedì – mercoledì – venerdì – domenica 9,30 – 19,30
giovedì – sabato 9,30 – 22,30
Ingresso: gratuito

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